Gestione faunistica in Toscana: un modello per il mondo venatorio
Presentato il report del settore ittico faunistico per il 2025.
La Regione Toscana si conferma un punto di riferimento nazionale nella gestione faunistico‑venatoria, grazie a una struttura tecnica evoluta e a una visione integrata tra caccia, sicurezza stradale e conservazione dei grandi predatori. Il Settore Attività Faunistico Venatoria, Pesca in Mare e Pesca nelle Acque Interne conta 56 unità di personale distribuite tra sede centrale e 11 sedi territoriali, con gruppi di lavoro dedicati a ungulati, lupo, specie aliene, soccorso fauna e monitoraggi.
Questa organizzazione consente alla Toscana di dialogare in modo autorevole con ISPRA e Ministeri, anche grazie alla presenza nel Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale, dove la Regione porta dati e proposte che incidono direttamente sui calendari venatori italiani. Per il mondo venatorio significa avere alle spalle un sistema che difende la caccia con numeri, pianificazione e trasparenza.
Incidenti stradali con fauna selvatica: dati reali per scelte concrete
Uno dei temi più sensibili per cacciatori, agricoltori e amministratori è quello degli incidenti stradali con fauna selvatica, in particolare con gli ungulati. In Toscana, dal 2016, la gestione delle segnalazioni di sinistri con fauna è stata centralizzata in un portale dedicato, attraverso il quale sono state prese in carico 8.466 segnalazioni nel periodo 2016–2025 e seguiti oltre 6.000 utenti nelle fasi di istruttoria e risposta formale.
Dai dati emerge che circa l’86% dei sinistri riguarda ungulati, con cinghiale e capriolo come specie più frequentemente coinvolte, mentre l’11,8% dei casi interessa specie protette e l’1,76% altre specie cacciabili. Non si tratta solo di numeri: questi dati permettono di collegare in modo diretto densità faunistiche, traffico veicolare, orari critici e caratteristiche ambientali dei tratti stradali più a rischio, dando basi solide per politiche di contenimento, recinzioni, segnaletica e prelievi selettivi.
Un aspetto poco noto ma fondamentale è l’aumento costante delle richieste di indennizzo, legato soprattutto all’evoluzione della giurisprudenza, che ha imposto alla Regione un impegno crescente anche sul piano legale e assicurativo. A questo scopo è stato attivato un gruppo di lavoro specifico sugli incidenti stradali con fauna, con 18 tecnici dedicati e 6 persone che vi lavorano per una quota significativa del proprio tempo, segno di quanto il problema sia considerato strategico.
Presenza del lupo in Toscana: convivenza, sicurezza e informazione
Accanto al tema degli ungulati, il report mette in evidenza un altro grande protagonista del paesaggio toscano: il lupo. Le collisioni stradali che lo coinvolgono sono in crescita, con 28 sinistri registrati in un periodo di monitoraggio recente, pari al 3,6% dei casi che riguardano specie protette, confermando la presenza stabile e diffusa del predatore sul territorio.
Per gestire questa realtà, la Toscana ha creato la Task Force Lupo (TFL) nel 2021, con funzioni di consulenza tecnica per la Giunta regionale e un ruolo di raccordo con Ministero dell’Ambiente e ISPRA. La TFL raccoglie dati sulla consistenza e distribuzione del lupo, sugli attacchi al patrimonio zootecnico e offre consulenza gratuita alle aziende agricole per la prevenzione dei danni, tramite misure di difesa attiva. In attesa che si possa arrivare alla rimozione, nel prossimo futuro saranno inoltre attivate azioni di dissuasione con proiettili di gomma per allontanare il predatore dalle zone a maggio rischio.
Nel 2025 sono pervenute 642 segnalazioni complessive alla Task Force attraverso numero telefonico e mail dedicata, di cui 364 via cellulare (anche WhatsApp) e 278 via posta elettronica, tutte gestite direttamente dal personale tecnico. Nello stesso anno sono stati effettuati 34 sopralluoghi, 16 presso aziende zootecniche colpite da predazioni e 18 in aree periurbane con osservazioni di lupi vicino ai centri abitati, come Pian dei Giullari (Firenze), periferia di Pistoia, varie località in provincia di Arezzo e Pisa, fino all’ospedale di Piombino.
La TFL ha anche investito molto in divulgazione, partecipando a 11 incontri pubblici e formativi in diversi territori e realizzando il documento “Conoscere il lupo: sapere come comportarsi e cosa fare in aree con presenza di lupi”, distribuito a Comuni, Province, Carabinieri Forestali, Prefetture e associazioni. Questo approccio consente di trasformare la presenza del lupo da elemento solo conflittuale a tema gestito con strumenti tecnici, informazione e partecipazione, in cui anche il mondo venatorio è interlocutore fondamentale.
Digitalizzazione venatoria: l’esempio dell’app Toscaccia
Un altro punto forte della Toscana, con ricadute dirette sui cacciatori, è la digitalizzazione dei processi legati alla caccia. Attraverso portali come RT CACCIA e Toscaccia, la Regione gestisce anagrafe dei cacciatori, abilitazioni, appostamenti fissi, piani di prelievo, interventi di controllo fauna e ora anche la sezione dedicata alla Peste Suina Africana.
L’app Toscaccia, che funge da tesserino venatorio digitale, è stata utilizzata nella stagione 2025–26 da 9.044 cacciatori, pari a oltre il 15% del totale, e ha registrato 172.694 giornate di caccia con prelievi annotati in tempo reale. Rispetto al tesserino cartaceo, questo strumento consente di avere dati aggiornati durante la stagione, permettendo alla Regione di verificare l’andamento dei prelievi, la pressione sulle singole specie e il rispetto dei tetti di prelievo, soprattutto per le specie in deroga.
Per i cacciatori, la digitalizzazione significa anche avere un “tutor” in tasca: l’app mostra giorno per giorno le specie cacciabili, il calendario venatorio, i contatori giornalieri e stagionali, riducendo gli errori formali e offrendo una prova documentata del proprio comportamento corretto sul campo. In un’epoca in cui l’immagine della caccia è spesso sotto attacco, poter contare su dati trasparenti e tracciabili è un vantaggio strategico.
Perché il modello toscano è una buona notizia per il mondo venatorio
Guardando nel complesso il report 2025, emergono tre messaggi chiave per il mondo venatorio italiano:
- La Toscana dimostra che è possibile coniugare gestione degli ungulati, sicurezza stradale con un approccio tecnico e basato sui dati.
- Incidenti stradali con fauna e presenza del lupo non vengono trattati come emergenze occasionali, ma come fenomeni strutturali, che richiedono portali dedicati, gruppi di lavoro, task force e canali diretti con cittadini e aziende agricole.
- La digitalizzazione dei processi venatori (tesserino digitale, portali dati, monitoraggi in tempo reale) offre ai cacciatori strumenti moderni per dimostrare il proprio ruolo di gestori del territorio e interlocutori credibili nelle politiche faunistiche.
In questo senso, il lavoro svolto dalla Toscana è una buona notizia per tutto il mondo venatorio, perché dimostra che la caccia può vivere dentro un sistema di gestione avanzata, dove sicurezza, conservazione e attività venatoria si tengono insieme grazie a numeri, trasparenza e responsabilità condivisa.