Nuovi reati ambientali e stretta penale

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che recepisce la Direttiva UE 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente. Tra uso illecito di pesticidi, captazione abusiva delle acque, bracconaggio e frodi agroalimentari, ecco come cambia il quadro sanzionatorio per le aziende agricole e l’attività venatoria.

La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 113 di ieri 18 maggio 2026 del D.Lgs. 21 aprile 2026, n. 81 segna uno spartiacque per il diritto ambientale e agroalimentare italiano. Il provvedimento, che attua la Direttiva (UE) 2024/1203, non si limita a un semplice inasprimento delle pene, ma riscrive l’elenco dei reati ambientali, incidendo in maniera diretta e profonda sulle dinamiche del settore primario: agricoltura e attività venatoria.

Se a questo aggiungiamo la recente Legge 75/2026 (pubblicata solo pochi giorni prima, il 14 maggio), che ha introdotto i nuovi delitti contro il patrimonio agroalimentare nel Codice Penale, emerge un quadro normativo severissimo, concepito per tutelare la biodiversità, la salute pubblica e il Made in Italy.

Vediamo nel dettaglio quali sono i nuovi illeciti e i rischi per gli operatori.

Attività venatoria e gestione della fauna

Il D.Lgs. 81/2026 interviene duramente anche sulla tutela della fauna selvatica.

  • Distruzione degli habitat: Il decreto introduce un’aggravante specifica (con pena aumentata da un terzo a due terzi) qualora l’inquinamento o un’attività illecita causi la distruzione o il deterioramento di un habitat all’interno di un’area naturale protetta, o soggetta a vincolo paesaggistico e ambientale.
  • Introduzione di specie aliene invasive: È una delle novità di maggiore spicco. La diffusione, l’allevamento o l’introduzione abusiva di specie esotiche invasive, qualora causi danni rilevanti agli ecosistemi locali e alla biodiversità autoctona, costituisce ora un reato a tutti gli effetti.

L’impatto sull’agricoltura: Pesticidi, acqua e frodi

Le attività agricole si trovano oggi al centro di una doppia lente di ingrandimento: da un lato la tutela delle matrici ambientali (suolo e acqua), dall’altro la garanzia di genuinità dei prodotti che arrivano sulle tavole.

  • Uso illecito e immissione di sostanze chimiche e fitofarmaci: Diventa centrale il reato legato all’utilizzo e al commercio abusivo di pesticidi e sostanze chimiche pericolose che, sversate o utilizzate in modo difforme dalla legge, causino un degrado significativo della qualità del suolo, dell’aria o delle falde acquifere.
  • Impoverimento delle risorse idriche: In un’epoca segnata da siccità cronica, il legislatore europeo e nazionale ha posto un freno severo alle captazioni abusive. L’estrazione illecita di acque superficiali o sotterranee che causi un danno ecologico grave allo stato dei corpi idrici rientra ora nel mirino delle indagini penali.
  • La nuova “Frode Alimentare”: Grazie alla L. 75/2026 (in vigore dal 29 maggio 2026), si aggiunge all’impianto penale l’art. 517-sexies c.p., che punisce severamente chi produce, trasforma o vende alimenti difformi per origine, provenienza o qualità. Sono previste aggravanti pesantissime se il reato coinvolge prodotti DOP, IGP, o falsamente certificati come biologici.