Approvato il primo Piano Faunistico-Venatorio Regionale della Toscana: tutela agricola, gestione ungulati e nuove regole

L’approvazione del primo Piano Faunistico-Venatorio Regionale (PFVR) della Toscana rappresenta un punto fermo storico per l’equilibrio e la tutela del territorio regionale. Frutto di un intenso lavoro istituzionale e del recepimento di importanti emendamenti, alcuni proposti da AB e Coldiretti con grande fermezza, il nuovo piano si pone l’obiettivo di tutelare le imprese agricole, valorizzare il mondo venatorio e garantire una corretta e scientifica gestione delle risorse faunistiche.

Il PFVR definisce le linee guida strategiche per l’amministrazione della fauna selvatica e le attività venatorie sull’intero territorio toscano. L’approvazione definitiva di questo strumento normativo pone fine a un lungo periodo di incertezza, integrando le istanze provenienti dal settore agricolo con le esigenze di conservazione ambientale e le istanze del mondo venatorio.

Gestione degli Ungulati e Braccata al Cinghiale: Risposte per l’Agricoltura e la Sicurezza

Uno dei nodi cruciali affrontati dal nuovo PFVR riguarda l’impatto degli ungulati sul comparto agroalimentare e sulla circolazione stradale. Per rispondere alle pressanti esigenze degli agricoltori, sono stati accolti specifici emendamenti orientati a un maggior controllo delle specie antagoniste.

Più tempo per la braccata al cinghiale

L’estensione del periodo consentito per la braccata al cinghiale rappresenta una delle misure operative più rilevanti. Incrementare la finestra temporale di prelievo permetterà di:

  • Aumentare l’efficacia dei prelievi faunistici nelle zone maggiormente colpite dalla sovrappopolazione;
  • Ridurre i danni alle colture agricole, salvaguardando il reddito e gli investimenti delle aziende locali;
  • Diminuire il rischio di incidenti stradali, migliorando la sicurezza di automobilisti e cittadini.

Flessibilità delle “Aree Vocate”

È stato inoltre sostenuto con decisione il principio della variabilità delle aree vocate ad intervalli periodici. La possibilità di ridisegnare la mappa di tali aree in risposta alle mutevoli esigenze territoriali ed agricole permetterà una gestione dinamica, tempestiva ed aderente alla realtà del campo.

Novità sugli appostamenti fissi di caccia nelle aree vincolate

Per anni, la disciplina relativa agli appostamenti fissi di caccia situati all’interno di zone soggette a vincoli ambientali o paesaggistici ha sofferto di rigidità burocratiche estenuanti.

La svolta normativa: Con l’approvazione del PFVR, diventa finalmente possibile variare il titolare dell’appostamento fisso anche all’interno delle aree vincolate, un passaggio che fino ad oggi era del tutto precluso.

Questa novità risponde a una storica richiesta del mondo venatorio, garantendo la continuità gestionale delle strutture e snellendo i procedimenti amministrativi senza compromettere la tutela del paesaggio.

Il cacciatore come “custode della biodiversità” e i criteri scientifici europei

Il nuovo piano faunistico toscano promuove una visione moderna della figura del cacciatore, formalmente riconosciuto come custode della biodiversità. Il mondo venatorio viene così integrato nel sistema di monitoraggio del territorio e della fauna.

Calendario venatorio basato su evidenze scientifiche

Il PFVR recepisce la possibilità che la redazione dei prossimi calendari venatori valuti attentamente i parametri scientifici internazionali, tra cui:

  • Key Concepts dell’Unione Europea: per individuare con precisione i periodi di migrazione e riproduzione delle specie;
  • Atlante Europeo delle Migrazioni: fondamentale per calibrare i periodi di prelievo e garantire la sostenibilità biologica della caccia.

Le criticità: La limitazione agli istituti faunistici privati

Nonostante il bilancio complessivo del Piano sia ampiamente positivo ed equilibrato, si evidenziano alcune ombre riguardanti gli istituti faunistici privati, comunque molto minori rispetto a quelle inizialmente previste nel testo originario

Nel testo finale sono state infatti introdotte alcune limitazioni agli istituti privati ritenute da molti superflue e poco logiche. Un approccio maggiormente orientato alla collaborazione con queste realtà avrebbe potuto offrire un contributo significativo in termini di riequilibrio faunistico e presidio del territorio.

Conclusione

L’approvazione del primo Piano Faunistico-Venatorio Regionale pone le basi per una gestione moderna e sostenibile della fauna in Toscana. Bilanciando le necessità delle imprese agricole, le legittime aspettative dei cacciatori e la salvaguardia dell’ambiente a costo zero per i cittadini, il PFVR rappresenta una cornice normativa solida destinata a guidare il territorio nei prossimi anni.