Nel 2023, la Regione Marche ha stanziato 80.000 euro per l’installazione di una cella frigorifera all’interno del Parco Regionale del Conero, specificamente in zona Baraccola (area concessa in comodato d’uso dal Comune di Ancona). Questa iniziativa è parte del “Progetto di filiera delle carni di selvaggina della Regione Marche”, promosso dall’associazione URCA Marche.
Obiettivi del progetto di filiera per la carne di selvaggina del Parco del Conero
- Valorizzare e promuovere il consumo di carne di selvaggina proveniente dalla caccia sostenibile.
- Garantire l’originalità e la salubrità della carne di selvaggina, migliorando le sue qualità igienico-sanitarie attraverso un rigoroso disciplinare di produzione.
Il “Progetto di filiera” prevede la creazione di un modello gestionale e sanitario che coinvolge “Centri di Lavorazione” e “Centri di Sosta” distribuiti sul territorio regionale. L’obiettivo primario è assicurare un approvvigionamento sicuro e controllato, in piena conformità con le normative europee. Ciò include il conferimento degli animali abbattuti entro un’ora dalla caccia e l’utilizzo di munizionamento atossico per i capi destinati alla commercializzazione.



Gestione della popolazione di cinghiali nel Parco del Conero
La legislazione che disciplina la gestione delle aree protette impone agli enti gestori di intervenire per ripristinare l’equilibrio ecologico in caso di squilibri scientificamente accertati, come una crescita eccessiva di una specie che comprometta la sopravvivenza di altre.
Già nel 2008, era stata evidenziata una significativa proliferazione della popolazione di cinghiali all’interno del Parco del Conero. Le cause principali identificate furono l’abbondanza di cibo (boschi di querce e colture agricole), la scarsità di predatori naturali e la limitata azione dell’uomo.
Per affrontare questo squilibrio, il Parco del Conero ha sviluppato un piano di gestione documentato, che prevede sia azioni passive che attive.
Azioni Attive: Includono la formazione di selecontrollori per il prelievo dei capi e, più recentemente, di selettori trappolatori. Questi ultimi operano nelle aree periurbane, dove l’uso delle armi da fuoco è precluso per motivi di sicurezza, e si avvalgono di metodi di abbattimento che rispettano il benessere animale, come l’uso dello storditore.
Il centro di raccolta
Il centro di raccolta, o “centro di sosta”, è un punto dove le carcasse dei cinghiali abbattuti vengono temporaneamente conservate prima di essere inviate al centro di lavorazione. Questa struttura è stata realizzata in conformità con il “Disciplinare della Filiera delle Carni di Selvaggina Controllata Regione Marche”, il centro sarà prioritariamente destinato alla raccolta dei capi abbattuti nell’ambito delle attività di controllo dell’Ente Parco del Conero (nel suo territorio e nell’area contigua) e del Comune di Ancona. Potrà tuttavia anche ricevere capi provenienti da attività venatorie e di controllo svolte in altre zone della Regione Marche.
L’attività di gestione del centro di raccolta sarà affidata in concessione all’URCA Marche, la quale dovrà assicurare il rispetto del disciplinare regionale e di tutte le normative vigenti in materia.