Dalla conservazione al ripristino: La nuova sfida della biodiversità su #Natura
Il numero di gennaio-febbraio 2026 di #Natura, la prestigiosa rivista dell’Arma dei Carabinieri, ospita una riflessione cruciale del Colonnello Stefano Cazora che segna una vera e propria rivoluzione nel modo di intendere la tutela del territorio. Non si tratta solo di una discussione teorica, ma di una visione sostenuta da chi, ogni giorno, opera come presidio di legalità e sicurezza ambientale.
Un pilastro fondamentale di questo dibattito è rappresentato dall’importante volume del Prof. Stefano Masini, “Ripristino della natura e rigenerazione territoriale” (Cacucci Ed., Bari 2025).
La nuova regolamentazione europea sovverte una vecchia concettualizzazione che, per lungo tempo, ha escluso l’uomo come componente necessaria dell’ambiente. Il testo chiarisce come sia giunto il momento di accettare la presenza umana non come elemento di disturbo, ma come protagonista indispensabile per il restauro e il mantenimento dei cicli biologici
Oltre la “musealizzazione”: Verso una responsabilità diffusa
Per troppo tempo abbiamo protetto la Natura separandola dall’uomo, un approccio che ha portato alla “musealizzazione” degli ambienti naturali. Oggi, questa distinzione non è più sufficiente a tutelare l’ambiente.
L’articolo evidenzia la necessità di passare alla rigenerazione, promuovendo una responsabilità ambientale diffusa che coinvolga non solo le istituzioni, ma ogni singolo cittadino.

La “Nature Restoration Law”: Un impegno dello Stato
Il nuovo Regolamento Europeo Nature Restoration Law, approvato nel 2024, impone un cambio di paradigma: l’ambiente non è più solo vittima dell’impatto umano, ma fornitore di benefici economici e sociali essenziali, i cosiddetti servizi ecosistemici.
Gli obiettivi fissati dal Regolamento sono ambiziosi e richiedono una presa in carico assoluta da parte della società:
- Entro il 2030: Ripristino del 30% degli ecosistemi terrestri, costieri e d’acqua dolce.
- Entro il 2040: Ripristino del 60% degli ecosistemi.
- Entro il 2050: Obiettivo finale del 90% di ripristino.
La pubblicazione su #Natura sottolinea il ruolo centrale dell’Arma dei Carabinieri in questo processo. Attraverso la tutela forestale e una rete capillare di presidi, l’Arma garantisce trasparenza e legalità nelle azioni di rigenerazione.
I numeri dell’impegno dell’Arma sono straordinari:
- Biodiversità: L’Arma gestisce circa 150 tra riserve naturali statali e territori demaniali.
- Patrimonio: In queste aree è rappresentata circa il 60% della biodiversità continentale, un vero “scrigno verde” di valore inestimabile.
- Educazione: Oltre un milione di persone, principalmente giovani e studenti, partecipano ai programmi di educazione ambientale dell’Arma.
Rigenerare l’uomo per rigenerare la natura
Come evidenziato nell’articolo, citando l’ecologia integrale della “Laudato si’”, per rigenerare l’ambiente è necessario prima “rigenerare l’uomo” attraverso una relazione di reciprocità responsabile tra essere umano e Natura.
“L’ambiente e la sua cura rappresentano un ‘peso’ nel senso più nobile del termine: una responsabilità verso le generazioni future”.