Riforma DDL caccia: Coldiretti difende l’azione del governo per l’emergenza cinghiali e la tutela della biodiversità

Il Senato ha dato il via libera al nuovo Disegno di Legge (DDL) sulla Caccia, segnando un punto di svolta fondamentale per la gestione della fauna selvatica in Italia. Dopo ben trent’anni dall’approvazione della legge 157/92, il testo si propone finalmente di attualizzare gli strumenti di intervento sul territorio. Si tratta di una riforma sostenuta da Coldiretti, che ha preso una posizione chiara a difesa dell’azione del governo, definendola un passo cruciale e non più rimandabile per fare fronte ad un’emergenza ormai fuori controllo: quella della gestione della fauna.

Per noi di AB Agrivenatoria Biodiversitalia, questo provvedimento rappresenta un’opportunità per ristabilire l’equilibrio tra attività venatoria, salvaguardia agricola e tutela degli ecosistemi, in piena sintonia con la linea tracciata dall’esecutivo, valorizzando il lavoro degli istituti faunistici privati.

I numeri della crisi: oltre 200 milioni di danni all’agricoltura

La proliferazione incontrollata della fauna selvatica non è più solo una questione ambientale, ma una vera e propria piaga economica e sociale. I dati diffusi da Coldiretti a supporto della necessità dell’intervento governativo delineano un quadro allarmante:

  • Popolazione stimata: Oltre 2,3 milioni di cinghiali sul territorio nazionale.
  • Danni economici: Più di 200 milioni di euro all’anno di perdite nelle campagne italiane, tra danni diretti alle colture e costi indiretti.
  • Sicurezza stradale: Nel 2024 si sono registrati ben 181 incidenti stradali gravi causati da animali selvatici, con un bilancio tragico di 14 vittime e oltre 200 feriti (dati Asaps).

Peste suina africana (PSA): allevamenti in ginocchio

Oltre all’impatto visibile sui campi e sulle strade, l’emergenza cinghiali porta con sé una minaccia invisibile ma devastante per il comparto zootecnico: la Peste Suina Africana (PSA).

I cinghiali sono il principale vettore di diffusione del virus. La loro massiccia presenza ha già causato l’abbattimento di decine di migliaia di capi di bestiame e l’imposizione di rigide restrizioni alla movimentazione degli animali. Queste misure di biosicurezza hanno di fatto paralizzato l’attività aziendale di moltissimi allevamenti italiani, mettendo a rischio una delle filiere agroalimentari più importanti del nostro Made in Italy.

Conclusioni: una riforma per il futuro dei nostri ecosistemi

Il DDL caccia non deve essere visto come un via libera indiscriminato, nonostante gli sforzi di alcune frange estremiste di far credere il contrario, bensì come uno strumento di gestione moderno, scientifico e tempestivo. Ridurre la pressione della fauna selvatica significa proteggere il lavoro dei nostri agricoltori, garantire strade più sicure e, non da ultimo, difendere la biodiversità stessa dall’impatto devastante del sovrappopolamento di una singola specie.

Come AB Agrivenatoria Biodiversitalia, condividiamo il giudizio positivo espresso da Coldiretti a favore del provvedimento governativo e continueremo a monitorare l’applicazione della legge, supportando tutte le iniziative capaci di coniugare la sostenibilità economica delle imprese agricole con la rigenerazione ambientale del nostro Paese.