Sondaggi sulla caccia e simulazioni elettorali: perché i dati forniti sono fuorvianti
Negli ultimi giorni si fa un gran parlare dei dati presentati dall’indagine condotta per Fondazione Capellino, ripresi anche dai principali quotidiani nazionali con titoli allarmistici sulle possibili perdite di consensi per le forze politiche. Secondo queste ricostruzioni, le scelte in materia di caccia e ambiente rischierebbero di far perdere voti persino al centrosinistra.
Tuttavia, analizzando a fondo la natura dello studio e l’identità del committente, emerge un quadro ben diverso: le proiezioni elettorali appaiono del tutto prive di fondamento metodologico, figlie di una lettura dei dati orientata e di un sondaggio impostato su basi tutt’altro che condivisibili.
Il conflitto d’interessi alla base della ricerca
Per comprendere il valore scientifico e la presunta neutralità di un’indagine, il primo passo è guardare a chi la commissiona e la finanzia.
- Chi c’è dietro lo studio: La ricerca è stata commissionata da Fondazione Capellino, ente presieduto dal fondatore Pier Giovanni Capellino.
- Il legame economico: La Fondazione è proprietaria al 100% di Almo Nature benefit SpA, nota azienda del settore pet food, i cui profitti alimentano direttamente le attività filantropiche e di tutela della biodiversità dell’ente.
- Un’agenda politica e ideologica aperta: Come dichiarato dallo stesso presidente Capellino, l’obiettivo dichiarato della Fondazione è “esercitare una pressione democratica sulla politica”.
A fronte di questi elementi, pretendere che una ricerca promossa da un’organizzazione con una precisa e dichiarata visione animata dal business, spesso condotto sulle spalle degli animali che dice di voler proteggere, fornisca una fotografia neutrale del Paese è quantomeno ingenuo. I dati presentati si inseriscono in un’evidente attività di advocacy e lobbying d’opinione.
La trappola delle domande orientate: come si costruiscono percentuali “plebiscitarie”
Quando si pongono i quesiti in modo orientato per ottenere la risposta desiderata, si fa propaganda, non corretta informazione. Il comunicato stampa diffuso offre un esempio lampante di questo meccanismo:
- Sommare il contrario di tutto: Aggregare nello stesso calderone chi vuole l’abolizione totale della caccia e chi, al contrario, desidera semplicemente mantenerla esattamente com’è oggi è un espediente statistico fuorviante. Serve solo a costruire una cifra ad effetto da sbandierare ai media.
- Formulazione condizionante: Se le opzioni di risposta o la formulazione delle domande pongono alternative polarizzate e suggestive, l’intervistato viene spinto verso un’opzione precostituita.
Simulazioni elettorali: perché sono prive di fondamento
Un altro elemento fortemente critico riguarda le proiezioni e le simulazioni di voto derivate da questo sondaggio, condotto online su un campione di modeste dimensioni.
Ipotizzare che l’elettorato (sia di centrosinistra che di centrodestra) decida il proprio voto alle urne sulla base delle politiche venatorie è irrealistico. Le decisioni di voto degli italiani sono guidate da priorità ben più complesse: economia, sanità, lavoro, pressione fiscale e sicurezza.
Trasformare una risposta generica sulla percezione della natura in uno scenario di perdita o guadagno di consensi per i partiti politici rappresenta un salto logico privo di rigore scientifico.
La tutela della biodiversità e dell’ambiente è indubbiamente un tema rilevante e caro a molti cittadini. Tuttavia, trasformare le posizioni ideologiche di una fondazione d’impresa in una simulazione elettorale scientifica è un’operazione scorretta nei confronti dei lettori e del dibattito pubblico.
I dati presentati non rappresentano un verdetto elettorale ineluttabile, bensì uno studio guidato da precisi interessi d’impianto che rendono la lettura dei dati assolutamente fuorviante. La politica e i media dovrebbero imparare a distinguere tra l’informazione statistica neutrale e le campagne di comunicazione strategica ma, del resto, certe logiche di mercato spingono anche testate di chiara fama a fare i conti con il portafoglio e con l’informazione libera dai pregiudizi.