Il quadro regolatorio della stagione venatoria in Piemonte si arricchisce di un nuovo e significativo capitolo giudiziario a seguito dell’emanazione del Decreto numero 509 del 9 ottobre 2026, firmato dal Presidente del Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte. La Direzione Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, tramite il Settore Conservazione e gestione fauna selvatica e acquicoltura, ha prontamente diffuso una comunicazione ufficiale indirizzata ai Comprensori Alpini, alle Aziende faunistico-venatorie, alle Province, alla Città Metropolitana di Torino e a tutte le associazioni venatorie del territorio per rendere nota l’immediata esecuzione del provvedimento. In base a questa misura cautelare, il prelievo venatorio per le specie Fagiano di Monte e Coturnice viene sospeso sull’intero territorio regionale fino al 4 novembre 2026, mentre per la Pernice bianca resta confermato il blocco già disposto con un precedente provvedimento dello stesso tribunale amministrativo.

Questa nuova decisione non giunge del tutto isolata, ma si inserisce in un solco di continuità che sta caratterizzando fortemente la gestione faunistica dell’arco alpino piemontese. Già lo scorso anno, infatti, l’attività venatoria rivolta alla tipica fauna alpina non era stata effettuata, lasciando i cacciatori di montagna e gli enti gestori in una situazione di prolungata incertezza pianificatoria. Il ripetersi di blocchi e sospensioni per i galliformi alpini evidenzia la persistente complessità nel bilanciare le istanze di tutela della biodiversità ad alta quota con i piani di prelievo predisposti dalla Regione.

Ciò che rende particolarmente dibattuta la posizione della magistratura amministrativa è l’orientamento manifestato nelle diverse fasi della stagione. Lo stesso collegio giudicante, infatti, aveva espresso un giudizio di segno nettamente diverso in occasione del ricorso relativo alla preapertura della caccia al colombaccio, cogliendo la legittimità delle disposizioni del calendario venatorio regionale e consentendo l’avvio nello scorso fine settimana della caccia alla tipica alpina.

Mentre il prelievo delle specie alpine resta temporaneamente congelato in attesa degli sviluppi della fase cautelare e di merito, la nota della responsabile del settore regionale dr.ssa Alessandra Berto chiarisce che l’attività venatoria per tutte le altre specie può proseguire regolarmente secondo le modalità stabilite nel calendario venatorio 2026/2027.