Emergenza Mixomatosi nelle lepri in Veneto: appello alla responsabilità dei cacciatori
L’apertura della stagione venatoria autunnale 2026 in Veneto è segnata da una grave emergenza faunistico-sanitaria: la diffusione di una nuova variante di mixomatosi (Toledo-MYXV o ha-Myxovirus) che sta colpendo duramente la popolazione di lepri selvatiche.
La situazione ha richiesto l’intervento tempestivo della Regione Veneto, con specifiche direttive igienico-sanitarie, e ha spinto gli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC), come l’ATC RO 01, a lanciare un forte appello etico ai propri iscritti per la salvaguardia della specie.
In questo articolo facciamo il punto della situazione su cosa sta accadendo, quali sono le direttive ufficiali e come devono comportarsi i cacciatori e i cittadini.
La variante Toledo-MYXV: La circolare della Regione Veneto
Con la nota ufficiale del 23 settembre 2026, la Direzione Prevenzione Sicurezza Alimentare Veterinaria della Regione Veneto ha diramato indicazioni operative urgenti. La malattia, già segnalata nelle province di Padova, Venezia e Rovigo, è tenuta sotto stretta sorveglianza per monitorarne l’eventuale estensione a Verona, Vicenza, Treviso e Belluno.
Rischi per l’uomo e per i cani: facciamo chiarezza
Il primo punto fondamentale chiarito dalle autorità è che il virus della mixomatosi NON si trasmette all’uomo né ad altre specie che non siano lagomorfi (lepri e conigli). Il contatto o il consumo delle carni di animali affetti non rappresenta un rischio diretto per la salute umana o per i cani da caccia. Tuttavia, a scopo precauzionale, il consumo delle carni di soggetti ammalati o potenzialmente tali è fortemente sconsigliato.
Caccia alla Lepre 2026: L’Appello Etico dell’A.T.C. RO 01
Di fronte a una mortalità naturale già in aumento a causa del virus, il mondo venatorio si trova davanti a una scelta di responsabilità. Il Comitato Direttivo dell’A.T.C. RO 01 (Castelnovo Bariano), con una comunicazione del 19 settembre 2026, ha preso una posizione chiara, condivisa da diversi ATC veneti.
Pur confermando che la legge consente l’abbattimento (non essendoci un divieto formale imposto dalle autorità regionali al momento della circolare), l’ATC RO 01 suggerisce all’unanimità di evitare l’abbattimento della lepre.
Le motivazioni sono puramente conservative:
- Aggiungere la pressione venatoria alla mortalità causata dal virus potrebbe decimare la popolazione.
- Lasciare la popolazione residua indisturbata garantisce maggiori possibilità di recupero nel tempo.
- Attualmente è impossibile garantire ripopolamenti futuri, mettendo a rischio le prossime stagioni venatorie.
Cosa fare in caso di ritrovamento di una lepre morta o sospetta
Per supportare la sorveglianza epidemiologica gestita dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), la Regione ha stilato un protocollo preciso per la manipolazione e il conferimento delle carcasse.
Ecco le regole fondamentali per cacciatori, vigilanza venatoria e cittadini:
- Mai a mani nude: Anche se il virus non colpisce l’uomo, per evitare di diventarne vettori passivi e diffonderlo nell’ambiente, non manipolare mai le carcasse a mani nude. Usare guanti usa e getta o interporre un sacchetto di plastica impermeabile.
- Conferimento all’IZSVe: Le carcasse rinvenute (o i capi cacciati con lesioni evidenti come noduli cutanei, crostosità, edema palpebrale) devono essere inserite in un doppio sacchetto e consegnate alle sedi IZSVe.
- Tempistiche: Consegnare entro 6 ore se tenute in frigorifero, altrimenti congelare per tempi più lunghi.
- Rimozione ambientale: I capi morti trovati nell’ambiente (se non in avanzato stato di decomposizione) vanno rimossi o interrati sul posto per eliminare la fonte virale.
- Disinfezione: Al rientro dalla caccia in zone a rischio, è vivamente consigliato un accurato lavaggio delle mani, la disinfezione delle calzature, dell’abbigliamento, dei trasportini e un lavaggio delle zampe dei cani. I disinfettanti più efficaci consigliati sono il perossido di idrogeno (acqua ossigenata) o l’ipoclorito di sodio (candeggina diluita allo 0,5% di cloro attivo).
Un impegno comune
La gestione di questa epidemia di Mixomatosi Toledo-MYXV richiede la collaborazione di tutti. Se da un lato le istituzioni sanitarie monitorano l’evolversi della situazione, dall’altro il ruolo dei cacciatori è cruciale: sia nel segnalare tempestivamente i casi sospetti compilando le apposite schede di accompagnamento per i mammiferi selvatici, sia nel valutare una sospensione volontaria e responsabile del prelievo per tutelare la biodiversità del nostro territorio.