Lazio: finalmente operativo il controllo sul cinghiale
La Regione Lazio, grazie al lavoro svolto dagli uffici regionali di Coldiretti ha introdotto un nuovo modulo di comunicazione per consentire agli agricoltori di attivare la “difesa diretta” contro i cinghiali. Questo strumento ufficiale è cruciale per formalizzare gli interventi e rappresenta il via libera per l’azione sul campo.
Cosa cambia con il nuovo modulo
Fino ad ora, gli agricoltori non potevano di fatto intervenire direttamente per difendere i propri campi. Il nuovo modulo, invece, permette di comunicare l’intenzione di procedere con la difesa del raccolto. Questo documento è il primo passo per gli agricoltori che vogliono proteggersi dai danni che i cinghiali causano alle loro coltivazioni, che possono arrivare a distruggere fino all’80% del raccolto.

Come si ottiene e a cosa serve
Per poter utilizzare questo nuovo strumento, l’agricoltore deve essere in possesso di una licenza di caccia e aver frequentato un corso di formazione specifico che lo abiliti alla caccia di selezione alla specie cinghiale. Il modulo può essere scaricato anche dai siti web degli ATC (Ambiti Territoriali di Caccia) e di Coldiretti Lazio. In alternativa, è possibile richiederlo direttamente presso gli uffici delle federazioni provinciali e regionali di Coldiretti. Una volta compilato ed inviato alla polizia provinciale e all’ATC, autorizza l’agricoltore a effettuare il prelievo degli animali o a incaricare un selecontrollore per farlo al suo posto.
Gli abbattimenti selettivi sono consentiti anche di notte, facendo uso di attrezzature specifiche come fari o strumenti termici o digitali per la visione notturna in grado di fornire garanzie di sicurezza e precisione.
Le attività di controllo possono essere realizzate anche con catture tramite reti, recinti o gabbie-trappola, corral, con abbattimento diretto in situ o con abbattimento successivo degli animali trasferiti presso recinto/struttura;
Con l’introduzione del nuovo modulo per la “difesa diretta” contro i cinghiali, la Regione Lazio ha non solo offerto uno strumento cruciale agli agricoltori, ma ha anche sancito un’importante collaborazione tra il mondo agricolo e quello venatorio. Questa sinergia è il cuore del nuovo approccio. La nuova misura si inserisce in un piano più ampio della Regione Lazio per affrontare l’emergenza cinghiali, che non si limita al solo contenimento, ma mira a trasformare un problema in un’opportunità economica per il territorio. La carne dei cinghiali abbattuti, infatti, può essere reimmessa sul mercato e valorizzata.
Il Piano Regionale Interventi Urgenti (PRIU) prevede proprio la “valorizzazione della filiera per la commercializzazione delle carni di cinghiale, quale risorsa del territorio, attraverso la promozione legata ai marchi di qualità regionale”. Questo significa che il mondo agricolo e venatorio, agendo in sinergia, possono contribuire a creare un circuito economico sostenibile.