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Il 2024 è stato un anno critico per il Centro Italia, caratterizzato da siccità prolungata e un significativo aumento degli incendi boschivi. Il Distretto dell’Appennino Centrale ha affrontato sfide climatiche estreme, con impatti profondi su risorse idriche, agricoltura e comunità. La gestione delle risorse idriche e la prevenzione degli incendi si confermano priorità assolute per la sicurezza territoriale e la salute pubblica.

Severità idrica 2024: Allerta costante e misure emergenziali

Nel 2024, il Distretto dell’Appennino Centrale ha registrato una severità idrica bassa da gennaio a maggio, per poi passare a un livello di severità idrica media da giugno fino a fine anno. La fase più critica è stata l’estate, quando diversi Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), inclusi gli ATO 1 e 5 nelle Marche e gli ATO 4 e 6 in Abruzzo, hanno raggiunto una situazione di severità idrica alta (allerta rossa). In agosto, la Regione Abruzzo ha persino dichiarato lo stato di emergenza nazionale per siccità.

Durante il periodo estivo, i livelli di sorgenti, invasi e falde, così come i deflussi dei corsi d’acqua, sono scesi significativamente al di sotto dei valori medi e dei minimi ecologici vitali. Questo ha richiesto l’implementazione di misure emergenziali per centinaia di migliaia di utenti, tra cui:

  • Riduzioni di pressione idrica
  • Razionamenti e turnazioni
  • Interruzioni notturne dell’erogazione
  • Ricorso ad autobotti
  • Blocco dei prelievi
  • Apertura di pozzi di soccorso per l’approvvigionamento idropotabile in diverse località

Aumento drammatico degli incendi boschivi nel distretto

Il 2024 ha segnato un preoccupante incremento degli incendi boschivi nel Distretto dell’Appennino Centrale. Si sono registrati 461 incendi, pari al 18% del totale nazionale (2588), che hanno devastato una superficie di 6.336 ettari, il 19% della superficie nazionale incendiata (32.518 ettari). Rispetto al 2023, si è osservato un aumento di 87 incendi e di 2.365 ettari di aree bruciate.

La Regione Lazio è stata la più colpita, registrando il 69% degli incendi totali e l’82% della superficie complessiva incendiata. In particolare, la provincia di Latina ha subito 166 incendi e 2.712 ettari bruciati, corrispondenti al 42% del totale. Oltre il 77% degli incendi si è verificato nei mesi di luglio e agosto, distruggendo oltre l’87% della superficie totale.

Il ruolo cruciale dei consorzi di bonifica e irrigazione

Di fronte a queste sfide, i Consorzi di Bonifica e Irrigazione giocano un ruolo fondamentale nella gestione idrica e nella difesa del suolo. Storicamente radicati nel governo delle acque, essi assicurano la manutenzione delle reti irrigue, la regolazione dei deflussi superficiali, la tutela delle falde acquifere e il contenimento del dissesto idrogeologico. La loro azione, attraverso la gestione di canali, impianti di sollevamento e bacini di accumulo, è cruciale per la stabilità territoriale, specialmente in momenti di stress climatico.

L’efficacia di questa gestione è sempre più legata all’integrazione di conoscenza e pianificazione. La raccolta sistematica di dati climatici, idrologici e pedologici, il monitoraggio in tempo reale dei bacini, la modellazione dei rischi e l’uso di strumenti digitali sono indispensabili per orientare politiche efficaci. Non basta più solo l’infrastruttura fisica: sono necessari sistemi informativi integrati, adattabilità operativa e visioni strategiche a lungo termine.

Il Rapporto AUBAC 2024, presentato lo scorso 1 luglio si inserisce in questa prospettiva, offrendo un’analisi approfondita degli indicatori climatici e idrologici. Questo patrimonio di dati e analisi rappresenta uno strumento essenziale per rafforzare la resilienza dei sistemi idrici e territoriali del Centro Italia, fornendo una base informativa solida per comprendere i cambiamenti in atto e orientare le future scelte di adattamento. Custodire l’interdipendenza tra acqua sicura, produzioni di qualità e territori resilienti è una responsabilità collettiva per affrontare le sfide climatiche future.