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Il contributo fondamentale delle aziende faunistiche alla Strategia Europea 2030

Un traguardo significativo per il settore venatorio italiano e per la conservazione della biodiversità è stato raggiunto all’IUCN World Conservation Congress di Abu Dhabi. Per la prima volta, le Aziende Faunistico Venatorie (AFV) sono state candidate come OECM (Other Effective Area-Based Conservation Measures), riconoscendo il loro ruolo come strumenti efficaci per la tutela della biodiversità.

Questo risultato è emerso grazie alla presentazione del progetto “Il ruolo e il contributo delle riserve faunistiche in Italia per la conservazione: come il mondo venatorio contribuisce attivamente al raggiungimento degli obiettivi della Strategia Europea sulla Biodiversità al 2030”, frutto della collaborazione tra Fondazione UNA , Federparchi (membri IUCN).

Le AFV: Esempio virtuoso di OECM

Le AFV italiane si sono distinte come un esempio virtuoso di OECM. Sebbene le OECM non siano aree protette, sono gestite con modalità che garantiscono risultati positivi per la conservazione della biodiversità.

Viene dunque riconosciuto il ruolo svolto dalla gestione attiva dell’ambiente naturale che le AFV per loro stessa natura mettono in atto per garantire la conservazione della biodiversità e degli ecosistemi.

Come ha sottolineato il Presidente Niccolò Sacchetti, questo è: “un riconoscimento importante per i concessionari delle aziende faunistico venatorie che investono per conservare gli habitat e favorire la biodiversità”. Ha aggiunto che: “Il ruolo attivo degli istituti faunistici privati nella custodia nella tutela degli ecosistemi viene finalmente valorizzato e portato alla luce”.

Contributo Concreto alla Strategia 2030

L’inclusione delle AFV come OECM rappresenta una grande opportunità per il settore venatorio italiano. Le AFV possono infatti essere proposte al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per il riconoscimento ufficiale.

Si tratta di un passo cruciale per la Strategia Europea 2030, che mira a proteggere almeno il 30% delle superfici terrestri e marine degli Stati membri. Le superfici riconosciute come OECM dalle AFV contribuiranno così al computo necessario per raggiungere l’obiettivo del 30%.

Le riserve faunistiche italiane rappresentano inoltre “un importante tassello per la conservazione della biodiversità, favorendo la connettività ecologica tra aree protette e contribuendo alla vitalità degli ecosistemi locali”, come evidenziato da Corrado Teofili di Federparchi.

Questo percorso consolida l’attività venatoria come uno strumento a tutela della biodiversità , dimostrando che il mondo venatorio è un alleato fondamentale nella conservazione, riconfermando il suo ruolo attivo nella costruzione di un futuro sostenibile per l’Italia e l’Europa.